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martedì 27 settembre 2011

Nirvana live al Paramount Theatre

Probabilmente, se  siete assidui frequentatori di Youtube, vi sarà capitato di incappare in VEVO e di maledirne l'esistenza.Per una buona volta forse non sarà così, per 24 ore, dalle 6 di oggi, 27 Settembre alle 6 di domani, 28 Settembre sul canale NirvanaVevo sarà disponibile in streaming video il concerto dei Nirvana al Paramount Theatre di Seattle.Nel caso vogliate possederne una copia, potete ordinare il dvd del concerto su Amazon o acquistare l'edizione deluxe di "Nevermind" uscita ieri, 26 Settembre. 


Pop corn e tanto pogo selvaggio, il concerto può cominciare!


Buona visione:

sabato 6 agosto 2011

Sono solo canzonette pt. 3 : Frances Farmer Will Have Her Revenge On Seattle


Dopo una breve pausa riprende la rubrica "Sono solo canzonette". Al terzo appuntamento, dopo The Jesus and Mary Chain, Jaguars, è arrivato il turno dei Nirvana. E come forse avrete già capito dalla foto, parlerò di "Frances Farmer will have her revenge on Seattle", brano contenuto"In Utero" (1993), terzo ed ultimo album della band.Se ce ne fosse bisogno, il testo di questa canzone confuta le solite stupide idee  per cui il testo di un brano di musica leggera o meglio extracolta debba essere per forza vacuo e banale  e non riesca in alcun modo ad offrire spunti di riflessione o motivi di discussione. La musica può essere poesia e denuncia."Frances Farmer will have her revenge on Seattle" è un' arguta critica all'invadenza e sciacallaggio mediatico.Frances Farmer, attrice statunitense degli anni '30 e '40, originaria di Seattle, si distingue in giovane età, appena sedicenne, per il suo talento letterario, vince un concorso di scrittura con un saggio d'ispirazione atea "Dio muore".Il premio consiste in un viaggio nell'Unione sovietica. A nulla valgono le desistenze della madre, l'occasione per la Farmer è propizia, la giovane frequenta l'avanguardistico Teatro d'arte di Mosca, frutto di nuove esperienze. Ritornata  negli Stati Uniti, interpreta con successo di pubblico e critica numerose pellicole ad Hollywood e pieces teatrali ad Broadway. La carriera professionale procede magnificamente, mentre la vita privata va a rotoli: il matrimonio fallito con Leif Erickson, le tormentate relazioni sentimentali, la pressione opprimente esercitata dai mass media, spingono la Farmer all'alcolismo e all'abuso di sostanze stupefacenti (anfetamine). Francis Farmer, anti-conformista, attivista  politica di sinistra, è vittima del conservatorismo liberticida e bigotto del partito repubblicano, partito di maggioranza nello stato di Washington. Ormai debole e fragile, sola, abbandonata da una madre arcigna nemica, carnefice della figlia, la Farmer è destinata a un inesorabile declino, i continui guai giudiziari e i numerosi ricoveri in cliniche psichiatriche. Nel 1950 esce dal manicomio, su richiesta dei genitori anziani, si risposa due volte e nel 1958 prova a rilanciare la sua carriera, ma ormai il destino professionale è segnato per sempre dalla cattiva nomea costruita ad arte dai media.Kurt Cobain, colpito da questa tragedia moderna, si identifica nella storia della Farmer, per sua stessa ammissione il brano è una dedica alla sua martire preferita: "La storia di Frances Farmer e’ cosi triste, può succedere a chiunque ed e’ accaduta in un periodo vicino a noi, quindi c’e’ un piccolo riferimento personale ma principalmente racconta alla gente la storia di Frances Farmer”. Cobain nel brano sembra voler invocare lo spirito dell'attrice e si augura che la Farmer possa ritornare per vendicarsi delle ingiustizie subite "She'll come back as fire, to burn all the liars and leace a blanket of ash on the ground"/“Ritornerà circondata da fiamme per bruciare tutti i bugiardi e lasciare un manto di cenere sul terreno”.

L'amarezza si trasforma in rabbia e senso di rivalsa. Un tributo a una grande attrice e una speranza per tante piccole Frances Farmer sparse per il mondo.






giovedì 3 marzo 2011

I feel stupid and contagious : Nirvana - Bleach




 “Smells like teen spirit”. Il titolo dice già tutto. Ogni parola risulterebbe superficiale. Per antonomasia è la canzone simbolo per la generazione di rockers anni novanta. Un riff di chitarra immarcescibile, indimenticabile, rabbia giovanile tramutata in note, l’inadeguatezza dell’inquieto vivere tradotta in un ritornello, straripante di insofferenza maledetta e auto svilimento( “I feel stupid and contagious”). Il brano è tratto da “Nevermind”,  la fine dell’inizio del verbo cobaniano. Milioni di copie vendute in tutto il mondo, tour sold out, la fama all’improvviso soffocano la vena poetica decadente di Cobain, affogato nel mar nero come il petrolio. Qual è la foce del fiume, per restar in furor di paragone? Era solo il 1989, un gruppo di ragazzi tra Olympia e Seattle, uniti dalla passione per la musica, incidono su etichetta Sub pop il disco d’esordio “Bleach”. Tuffo ad occhi chiusi nella melma grezza, ruvida, corpi sporchi immersi nel fango del dolore. Rigetti di parole, vomito di emozioni, tra conati di ira furiosa( “Negative creep”, “Floyd the barber”, “Downer”) e riflessioni introspettive urlate(“ Sifting”, “Scoff”, “Swap meet”,”Big cheese”). Guardarsi allo specchio e avere voglia di spaccare i vetri con  un pugno. Soffrire, ma non riuscire a piangere. Ferita difficile da rimarginare. Per scaricare la tensione si finisce per ritrovarsi a strappare le pagine del diario dei ricordi(“Paper cuts”), senza capire perché. Calmate le acque, al tramonto, scende qualche lacrima silenziosa, riflesso del caos cosmico interiore. La vita è una guerra contro noi stessi. Piccoli quadri impressionisti, la cornice è rovinata, i contorni sfocati, ma i colori di piccole storie sono  più accesi che mai, espressivi come gli occhi di una ragazza al calar della luna(“About a girl”). Prima dei nirvana l’avevano capito i Black Flag nel lontano 1983 con l’album  dal titolo significativo“ My war” , affresco nichilista e rassegnato. Le canzoni sono come incendi in un fuoco di paglia, infiammato dal cantato sgraziato di Henry Rollins, accompagnato dalle scale di chitarra strazianti, corrosive, aggressive di Ginn per sottolineare quanto è duro superare il muro del conflitto per affermare il propria prospettiva(in “I cant’t decide”, Rollins urla insofferente ripetutamente “I can’t decide anything”).

Bleach(1989,Sub pop)



" I'm a negative creep and I'm stoned !"





"I can't decide,I can't decide, I can't  decide anything"