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martedì 8 gennaio 2013

Live Report: Diaframma alla Flog, 5.1.2013

la notte era tutto un cercarla
tra distese di verde e montagne
mai stato cosi' vicino al mostro,
giuro non ci sono mai stato.
Clandestino nel suo mondo di ghiaccio,
clandestino nel suo mondo di niente,
rovesciavo i suoi oggetti in giardino
sull'asfalto di questa citta'. 


Qui la mia recensione del concerto per Kalporz






domenica 8 aprile 2012

Live Report : Meat Puppets live alla Flog, 7.4.2012

Quasi per caso mi ritrovo ieri sera al concerto dei Meat Puppets alla Flog. L'evento è stato poco pubblicizzato, non ho visto un manifesto in tutta Firenze, un vero peccato. Il concerto dei Meat Puppets è una sorta di sogno a occhi aperti, i fratelli Kirkwood, Cris e Curt hanno attraversato indenni tre decadi, gli anni ottanta, gli anni novanta e gli anni zero. Ed il motivo di questa eterna gioventù è intuibile fin dai primi minuti. I due fratelli dimostrano sul palco una sprizzante vivacità come se il tempo si fosse fermato al 1982, anno di uscita di "Meat Puppets II", disco riproposto nella sua interezza durante la serata.
In quasi due ore di concerto la percezione è di assistere a un viaggio con alla guida, in grande spolvero, Curt Kirkwood e la sua chitarra. Il fratello Cris al basso e Shandon Sahm alla batteria, quasi ad occhi chiusi, seguono la direzione sonora tracciata da Curt, nasce un'alchimia speciale. Curt è il capocannoniere della squadra, si diverte nel bel gioco, non in solitaria, i compagni di squadra, ricevuta la palla al balzo, fantasticano con lui. Shandon Sahm alla batteria, non perde un colpo e il fratello Cris palleggia che è un piacere. Fuor di metafora, i Meat Puppets in sede live divertono e fanno divertire, coniugando insieme diversi mood sonori: principalmente, lo spirito punk degli esordi e la vena country dal retrogusto bucolico. L'ascoltatore è confuso e felice, ballate come "Aurora Borealis" e "I'm a mindless idiot" acquistano in ruvidezza e potenza, "Climbing" e "The whistling song", country songs scanzonate, in ritmo. Il punk è sempre dietro l'angolo, le sfuriate di Curt Kirkwood, cavallo impazzito, catalizzano l'attenzione delle prime file: indomito Curt cavalca sul palco ed è più volte sul punto di fare stage-diving. Il concerto è quanto di più lontano da una semplice riproposizione di "Meat Puppets II", i vari brani eseguiti assumono una propria unicità data dalla capacità di improvvisare di tutta la band, particolarmente forte è l'intesa tra Curt e il batterista Shandon Sahm. L'abilità nel dare un tocco speciale a canzoni suonate chissà quante volte è il miglior biglietto da visita che ci possa essere per un gruppo. La differenza essenziale tra un disco e un'esibizione live è l'imprevisto, Curt Kirkwood non si sa mai dove voglia ad andare a parare, per sua stessa ammissione, non segue alla lettera la tracklist di "Meat Puppets II", alterna i brani del disco a i classici della band e alcune covers (Sloop John B, Hey baby que paso), è un piacere osservare la sua faccia ed immaginare a cosa stia pensando. A fine concerto si torna a casa a malincuore, ma soddisfatti.









mercoledì 6 luglio 2011

Live Report: Tuxedomoon live all' Anfiteatro delle Cascine, Firenze 5/7/11


Ieri, 5 Luglio, a Firenze, all' Anfiteatro delle Cascine, è cominciato il tour italiano dei Tuxedomoon, gruppo post-punk/avant- garde americano, collocabile ad inizio carriera nella scena di San Francisco  della metà anni settanta, anche se in seguito,nei primi anni ottanta, la band piacevolmente impressionata dal pubblico europeo, si trasferisce di fatto nel vecchio Continente e insedia il proprio quartier generale in Belgio.Numerosi i tour europei nella ormai trentennale attività live dei Tuxedo, in occasione dell'uscita di "Unearthed", box cd celebrativo in tiratura limitata uscito il 4 Luglio, ritornano on stage per sconvolgere i nostri sensi, con la seguente line-up: i due fondatori,Steve Brown (voce, piano, sax, clarinetto), Blaine L. Reininger (violino, chitarra, tastiere), nel lontano 1977 giovani studenti di musica elettronica al San Francisco City College ed oggi abili polistrumentisti e  fra gli artisti tra più geniali in circolazione, non mancano poi nella formazione live l'altro membro della band Peter Principle( basso) e i due collaboratori di lunga data (oggi componenti a tutti gli effetti della luna in frac), Luc Van Lieshout (tromba, flicorno, armonica) e Bruce Gedulgig (visuals), partecipi alla produzione e registrazione di Cabin in the Sky(2004).Sul palco, con la verve di trentanni fa, hanno regalato ai fan accorsi ad assistere alla serata, un'esibizione indimenticabile come al solito. Sì, su disco forse hanno perso l'ispirazione dei bei tempi che furono, ma dal vivo catturano l'attenzione come e più di prima : le opinioni  pre-concerto di alcuni miei conoscenti combaciano alla perfezione con ciò che ho visto.Un concerto? Non esattamente.E dire che i Tuxedomoon sono degli ottimi polistrumentisti, potrebbero benissimo lasciare le parole la musica e tutto andrebbe alla grande.Ma non sarebbero i Tuxedomoon che conosciamo.Quel gruppo che ha fatto della multimedialità la propria forza e soprattutto la Weltanschaung fondante del proprio percorso artistico. E allora capita che in piena assuefazione da violino e sax, ipnotica e perché no un po' diabolica, la vista è di colpo attratta da video dalla forte suggestività, proiettati  da Bruce Geldig sullo schermo al centro del palco.Uhm, forse la parola "video" non è propriamente corretta, il più delle volte, non si tratta di filmati pre-registrati, ma di acts in simultanea con la musica.Un esempio? Geldig con penna e carta, scrive su foglio una o più frasi per veicolare significati, possibili interpretazioni o semplicemente indossa una maschera per stimolare la nostra fantasia.



E la musica non si ferma, tra immagini e note, una suggestione di amorosi sensi  ci travolge, l'immaginazione vola veloce, forse anche troppo: finito il concerto, il pubblico assetato di "virtù e canoscenza" richiede il bis ben due volte e viene prontamente accontentato.A fine live i Tuxedomoon salutano tra gli applausi scroscianti dei presenti.Si ritorna a casa,ma con la voglia di restare fermi ad aspettare un nuovo bis finché la luna non se ne va.




Setlist:


Prélude/Allemande bleue
Courante marocaine
Muchos colores
Boxman (mr. Niles)
Everything you want
Still small voice
Nazca
Tritone (musica diablo)
Blind
Boxman (the city)
Time to lose
Baron brown
The waltz
Joeboy (the electronic ghost)
Atlantis
Boxman (home)
Dizzy

Waterfront seat
Litebulb overkill
Some guys




Everything You Want


Tritone (Musica diablo)