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giovedì 22 dicembre 2011

Loop - Heaven's End


Madre: "Cos'è questa musicaccia? Questo rumore assordante?"
Figlia :"E' il disco che mi hai comprato, mamma"

Il Walkman ve lo ricordate? Ecco, oggi, dopo secoli e secoli di polvere, l'ho ritirato fuori. Beh, non è proprio così l'ho fregato a mia mamma, ho tolto "La voce del padrone" e ci ho infilato "Heaven's End" (1987) dei Loop. E il viaggio è cominciato come ai vecchi tempi quando un sabato sera di qualche annetto fa da brava nerd me l'ascoltai tutto d'un fiato. Mi ritrovai alle porte del Paradiso senza essere morta. Musica a palla nelle orecchie e il corpo sdraiato sul letto. Diamine, un'esperienza surreale di quelle incomprensibili se non si vivono in prima persona. Premuto il tasto "play", parte un muro di suoni da non crederci, della serie "ma il disco non è mica rotto ?". Eh, no, cavoli, tutto funziona alla perfezione, i Loop, band londinese, formata nel 1986 dal vocalist/ chitarrista Robert Hampson, per il disco di debutto si divertono a sfondarci i timpani  con una dose insana di psichedelia e heavy rock. Se avete amato "The Perfect Prescription" degli Spacemen 3 e adorate le sonorità sporche alla Blue Cheer, Heaven's End è il disco della vostra vita. Un'esagerazione? Forse, ma credetemi prima di perdere tempo a girarvi i pollici davanti a un bicchiere di gin tonic, date un ascolto furtivo a "Heaven's End". E se qualcuno vi dirà che è shoegaze, regalategli un paio di cuffie ben funzionanti.