Qualche giorno fa mi è venuta la strana idea, ma forse non più di tanto, di trasferire le emozioni trasmesse da un quadro in musica.Mi piacerebbe provare ad associare un quadro a un brano musicale, non ha eguali la bellezza di lasciarsi trasportare da una sensazione all'altra, da una visione a un'audizione di colori, sfumature : per questo motivo ho deciso di dare vita ad una nuova rubrica "Un dipinto e una canzone". Comincio con un quadro del pittore norvegese Munch (1863-1944), non il celebre "L'urlo", ma "Malinconia".
"Malinconia" è un olio su tela (64 per 96 cm), realizzato da Munch nel 1892 e custodito oggi alla Galleria nazionale di Oslo.Come spesso accade, esistono diverse versioni del dipinto (quella da me postata è la seconda, qui la prima), Munch era solito auscultare il proprio "io", sua principale fonte d'ispirazione, le sue opere sono frutto del momento, di un attimo di gioia, dolore, rabbia.Nei diari di Munch è presente giustappunto un chiaro riferimento al quadro :"Camminavo lungo il mare... / Le rocce sorgevano sull'acqua / come mistici esseri umani / Il mare blu scuro e viola saliva e scendeva... / L'acqua singhiozzava e succhiava attorno alle rocce / Lunghe nuvole grigie striavano l'orizzonte./ Sembrava che ogni cosa fosse morta, / come in un altro mondo... / Un paesaggio di morte."Il tratto del paesaggio, delineato da lunghe onde cromatiche, rispecchia l'humus del pittore, raffigurato fuori dalla scena in disparte, isolato dal mondo, relegato in un angolo, immerso nei pensieri, nella solitudine, nel ricordo del passato, in una nostalgica ricerca del tempo che fu e potrebbe non essere mai più.Un inno struggente per i dolci animi malinconici, addolorati dal vuoto assordante dell'oggi.La vena sofferta del quadro mi ha riportato alla memoria "Sea Above, Sky Below"( da "Ocean Songs", 1998), splendida traccia strumentale dei Dirty Three, band post-rock australiana, che sulle note danzanti del violino fa lievitare la nostra immaginazione verso lidi sconosciuti.
