Dopo Gary Numan mi ritrovo a parlare degli Orchestral Manoeuvres in the Dark (spesso abbreviato in OMD), gruppo synth-pop che ottenne un certo successo con il brano "Enola Gay" nel 1980, con ben cinque milioni di copie vendute in tutto il mondo. La canzone in questione è piuttosto inflazionata, presenta un ritornello di facile presa e si rifà agli stilemi classici del pop anni ottanta. Il testo invece, come ebbi modo di discernere tempo fa (qui), nasconde una profondità in sospettabile per l'epoca, passata ingiustamente alla storia come l'era trionfante dell'edonismo reaganiano. Ma sia chiaro gli OMD non sono solo Enola Gay, sarebbe come perdersi in un bicchiere d'acqua, mezzo pieno e mezzo vuoto. Forse non particolarmente originali, Paul Humphreys (voce, sintetizzatori) e Andy McCluskey (sintetizzatori, basso, voce), principali artefici del sound OMD, emergono per l'abilità indiscussa nel comporre perfette canzoni pop.
La forma mentis del duo spazia dalla new wave a certa elettronica (non mancano timidi echi di Kraftwerk in "The Misunderstanding", "Stanlow"), ma inevitabilmente salta all'occhio la sensibilità melodica del combo. Anche nelle composizioni caratterizzate da atmosfere più eteree e malinconiche non manca quel sesto senso innato per l'armonia ("The More I see you", "2nd Thought"). Dietro l'oscurità delle nuvole, raffigurate in copertina, si nascondono i raggi del sole. Gli OMD sono l'arcobaleno all'improvviso dopo una giornata piovosa, un'infinita gamma di sfumature da provare per assaporare un attimo fuggente di felicità e spensieratezza, ben al riparo da certe soluzioni musicali pacchiane e trash di certo synth-pop e italo disco. Un incrocio ben riuscito tra retroguardia, avanguardia e classicismo pop. Gli OMD traggono spunto dalla più classica forma canzone pop, ma non disdegnano la contaminazione, seppur tenue, con i tratti tipici del nascente movimento post-punk/ new wave, particolarmente florido a Liverpool (vedi Echo & The Bunnymen, Teardrop Explodes, Pink Industry, Pink Military), città natale del gruppo. Non a caso il primo singolo degli OMD, "Electricity" esce su Factory Records, storica etichetta del post-punk.
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| OMD & Ian McCulloch |
La formula pop vincente della band raggiunge il suo apice con l'album successivo "Architecture & Morality" (1981) per poi perdere di attrattiva e smalto con il passare degli anni. Nel 2006 la coppia Humphreys e McCluskey si è ritrovata dopo anni di incomprensioni, realizzando prima un tour e poi un album "History of Modern" nel 2010. Il mio consiglio è di lasciar perdere la reunion e riscoprire i capolavori della band, prima "Organisation" e "Architecture & Morality", senza preconcetti e pregiudizi.


