"Mark Arm e Steve Turner non incarnano di certo il
prototipo di umarells, non stanno a guardare i lavori in corso. “Vanishing
Point” è il ritorno discografico dei Mudhoney, un album sincero, senza pretese.
[...]" Continua qui la mia
recensione pubblicata su Kalporz.
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domenica 12 maggio 2013
venerdì 16 novembre 2012
Mudhoney...when in Berlin
I Mudhoney, storica band della scena di Seattle, negli ultimi tempi è più viva che mai, ben due son le iniziative interessanti che la riguardano. La prima è la pubblicazione in DVD del primo live tedesco ed europeo del gruppo, girato nell'Agosto del 1988 a Berlino. La seconda è l'uscita del film documentario "I'm now : The story of mudhoney", acquistabile sul sito mudhoneymovie.com . Se non bastasse, Mark Arm, leader del gruppo, ha recentemente dichiarato al sito Consequence of Sound l'uscita del nuovo album nel 2013 :"Abbiamo finito di mixarlo la scorsa settimana, ma non ci
sono ancora date certe, perchè tutto dipende dalla masterizzazione. Una volta
che la consegneremo alla Sub Pop avremo una data di pubblicazione ".
Qui la mia recensione del DVD per Kalporz.
Un assaggio del live:
Scene eliminate da "I'm now :The story of mudhoney":
lunedì 1 agosto 2011
Mudhoney- Superfuzz Bigmuff
Artista : Mudhoney
Titolo: Superfuzz Bigmuff
Genere : Grunge
Anno: 1988
Tracklist:
1.Need
2.No One Has
3.If I Think
4.Chain That Door
5.Mudride
6.In 'n' Out of Grace
Nella storia del Grunge, tra Nirvana, Soundgarden, Pearl Jam, i Mudhoney meritano un posto di tutto rispetto. Non per nulla, i Mudhoney e Pearl Jam provengono dallo stesso background:non si dimentichi infatti che dalle ceneri dei Green River nascono Mudhoney e Mother Love Bone (poi futuri Pearl Jam). Una parte dei Green River, Jeff Ament e Stone Gossard, bassista e chitarrista, formano i Mother Love Bone nel 1987 e l'altra, Mark Arm e Steve Turner, cantante e chitarrista, danno vita nel 1988 ai Mudhoney, nome del gruppo scelto in omaggio al film di Russ Meyer. Ad Turner ed Arm si aggiungono Matt Lukin al basso (fuoriuscito dai Melvins) e Dan Peters alla batteria.
Nello stesso anno i Mudhoney pubblicano sotto la supervisione di Jack Endino ( il produttore grunge per eccellenza e chitarrista della grunge band Skin Yard) il primo ep su Sub Pop "Superfuzz Bigmuff". Ed entrano nella storia. "Superfuzz Bigmuff" mette a fuoco le idee ancora confuse presenti nell'album e nei vari ep dei Green River, "Rehab Doll"(1988) e "Come on Down" (1985) , "Dry as Bone" (1987). Il suono diventa compatto e pesante senza facili dispersioni onanistiche.Ricorda il sapore crudo di una bistecca al sangue appena cucinata e pronta ad essere gustata. Un effetto simile, fuor di paragone culinario, suscitano i rudi deliri trasbordanti e disordinanti prodotti dai Mudhoney. Finalmente il disordine riesce ad essere piacevole, come avviene in molte camerette, il disordine è ordine creativo.L'ordine destabilizza, a malapena riusciremmo a trovare un calzino, figuriamoci noi stessi.Il disordine diventa quindi gradevole, in quanto ogni cosa rimane al suo posto dove l'abbiamo lasciato il giorno prima. Ed è confortante, è facile perdersi e ritrovarsi in un piacevole rumorio rabbioso e ben motivato.Ritmi maledetti che ti entrano dentro e non escono più. Capita di ritrovarsi in una tranquilla giornata primaverile a pogare come pazzi in giardino senza sapere perché, anzi il motivo lo sappiamo, il vicino ha appena comprato Superfuzz Bigmuff.
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