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martedì 30 luglio 2013
Intervista a Federico Fiumani
Dopo la retrospettiva su "Siberia" ho avuto il piacere di incontrare Federico Fiumani e scambiarci quattro chiacchiere : qui la mia intervista per Roarmagazine.
martedì 23 luglio 2013
Diaframma - Siberia
Quando cerco la speranza nel buio delle disillusioni,
"Siberia" non può mancare. La prima volta che l'ascoltai fu la luce
che accese il desiderio di rivincita. C'era una volta Firenze, c'era una volta
la new wave cantata in italiano.
Qui la mia retrospettiva per Roarmagazine
giovedì 15 marzo 2012
Josef K- The Only Fun In Town
I Josef K sono da
annoverare tra le band più importanti e misconosciute del panorama
post-punk britannico. Stando ai fatti, potrebbero essere considerati
un gruppo meteora, appaiono e scompaiono nel giro di qualche anno,
tra il 1978 e il 1981. Il gruppo nasce dall'unione di Paul Haig (voce
e chitarra), Ron Torrance (batteria), Malcom Ross (chitarra,
tastiere) e Malcon McComack ( bassista, sostituito in seguito da
David Weddell), incide cinque singoli ed un unico album "The
Only Fun In Town" (1981). Una vita breve, destinata però a
lasciare il segno. I Josef K, sono la sintesi perfetta tra art-punk (
Talking Heads e Television), proto-punk (Velvet Underground) e
post-punk (Joy Division). Fortemente influenzati dalla scena
artistica newyorkese anni settanta (da cui il primo nome della band
“Tv Art”) e dai primi vagiti della scena post-punk, con una
lucidità disarmante, metabolizzano i propri gusti ed influenze,
elaborano una nuova, formula musicale destinata a fare strada : un
ibrido tra la spensieratezza jangle pop degli Orange Juice (di cui
poi farà parte Malcom Ross), l'humus cupo e penetrante del nascente
post-punk e l'urgenza espressiva punk.
Nel corso del primo ed unico
disco si affiancano ritmi tirati ed abrasivi (Fun 'N' Frenzy,
Revelation, Crazy to exist) a momenti più sostenuti all'insegna
della migliore tradizione pop britannica (Heart of song ). Ago della
bilancia tra l'illuminismo pop e l'oscurantismo kafkiano (il nome
della band si ispira al protagonista de “Il Processo” di Kafka) è
la versatilità vocale di Paul Haig, contorsionista a fil di rasoio
sulle più variegate trame sonore :post-punk (16 Years), punk-funk
(Forever Drone), pop (It's Kinda Funny). L'equilibrio si rompe quando
Haig, animato da mire sempre più perfezionistiche (già
manifestatesi forse con l'aborto del primo progetto discografico del
gruppo “Sorry for Laughing”), intraprende la carriera solistica.
Con il revival new wave dei primi anni zero i Josef K diventano un
esempio di stile per gruppi come Franz Ferdinand, Futureheads,
Interpol e nel 2006 l'etichetta Domino, sulla scia del rinnovato
interesse nei confronti della band, pubblica la raccolta
“Entomology”.
domenica 1 gennaio 2012
What's the story? There is no glory : Dane Conover
Non c'è gloria per Dane Conover, polistrumentista, componente della pop band di San Diego "Puppies", che nel 1982 decide di spiccare il volo da solo con un progetto da one man band, i "Trees". I presupposti per il successo di pubblico e critica ci sono tutti. "Sleep convention", il primo disco di Conover (aka Trees) esce su un'etichetta major, la MCA Records e viene prodotto da Earle Mankey, leggenda del rock losangelino (chitarrista degli Halfnelson e produttore di band come Runaways, Concrete Blonde, The Long Ryders e molte altre).
I video low budget, realizzati da Kim Fowley, vengono trasmessi per qualche settimana sulla nascente MTV americana per poi poi sparire dalla circolazione (recentemente sono stati pubblicati dallo stesso Conover sul canale youtube "Pop Gems"). La MCA Records non si dimostra interessata alla promozione dell'album, il disco viene di sana pianta ignorato dalle maggiori stazioni radiofoniche. E manco a farlo apposta, la mancanza di pubblicità e di esposizione designano il fallimento commerciale di "Sleep convention", ma consegnano a "Sleep convention" l'aurea di disco di culto e gemma perduta. Sul web gli appassionati di new wave e synth pop ancora oggi discutono amabilmente di "Sleep convention" e vanno alla ricerca su ebay delle copie originali del vinile. E a ben vedere sono sulla cresta dell'onda dei buon gustai, di fatto"Sleep Convention" si dimostra una piccola perla da riscoprire. Conover unisce la sua passione per lo stile pop alla Beach Boys a quella per le nuove tecnologie futuristiche e futuribili. Le atmosfere del disco sono un ponte ideale tra passato ("Red Car" ) e futuro ("Shock of the new"), tra l'immaginario romanzesco del Grande West e il clima di distensione da guerra fredda. Sogni, paure, desideri, ricordi d'infanzia sono racchiusi in dieci, deliziosi brani synth-pop . Cosa voler di più dalla vita.
Streaming
Links:
Sleep Convention
Streaming del programma radio di Dane Conover
Canale youtube "Pop Gems"
Etichette:
Dane Conover,
New wave,
Synth-pop,
Trees
venerdì 9 dicembre 2011
Gary Numan - The Pleasure of Principle
Gary Numan, classe 1958, a diciannove anni, nel 1977, in piena epoca punk, forma a Londra la sua prima band, i Tubeway Army, si fa accompagnare dal bassista Paul Gardiner e da vari batteristi Bob Simmonds, Jess Lidyard, Sean Burke e Barry Benn. Il primo album del gruppo esce nel 1978 per la Beggars Banquet. Il risultato finale è un interessante incrocio tra sonorità post-punk ("Listen to the sirens", "The dream police"), acustiche (Everyday I die", "Jo The Waiter") e simil punk con venature glam ("My Shadow in Vain", "Are you Real"). Nel 1979 segue "Replicas", pubblicato su Beggars Banquet per la Gran Bretagna e su Atco Records per gli USA.
Inizialmente l'etichetta è restia alla pubblicazione, il lavoro di Numan & Co presenta un sound elettronico ben definito, si scontra, inevitabilmente con le furie oltranziste dell'ondata punk. A rivelarlo è lo stesso Numan: " Il nostro album era fatto interamente di chitarre, e io ho sostituito il loro suono con quello del sintetizzatore. Quando ho presentato alla mia casa discografica un album semi-elettronico, mi hanno detto semplicemente: "No". Tuttavia, non avevano altri soldi: avevano investito tutto quanto avevano su di noi, e quindi dovettero pubblicarmelo lo stesso. Se avessero avuto più soldi, l'album non sarebbe mai stato pubblicato.". Con il senno di poi la casa discografica ci avrebbe perso economicamente ("Are Friends electric" raggiunge la posizione numero uno nella classifica inglese del Giugno 1979) e la storia della musica non avrebbe conosciuto uno dei massimi capolavori del synth pop, un fulmine al ciel sereno nella scena underground inglese. L'album presenta chiari riferimenti al glam rock dei Roxy Music e alla new wave degli Ultravox, ma brilla di luce propria, dimostra la possibilità di unire a sonorità elettroniche atmosfere dark, tipiche di certo post-punk e testi mai banali, ispirati alla narrativa fantascientifica di Philip K. Dick. Nel 1979 i Tubeway Army si sciolgono, Numan non abbandona la musica, decide di continuare la sua carriera da solista, insieme all'amico bassista di lunga data Paul Gardiner. Segue la pubblicazione di "The Pleasure of Principle", prima opera solista di Numan. Il disco conferma lo straordinario stile di Numan, alieno e glaciale, abile nel catturare l'attenzione dell'ascoltatore all'istante con soluzioni compositive mai scontate. Il sintetizzatore Minimoog svolge la funzione da pifferaio magico che incanta e stupisce, ne è conferma il notevole successo di pubblico di canzoni come "Cars" e "Complex", e dell'intero album. La fremesi creativa continua con il lavoro successivo "Telekon"(1980), per poi scemare con "Dance"," I, Assasin", "Warriors" fino al punto di non ritorno, "Machine + soul"(1992), di cui Numan è ben consapevole. Nel 2006 ha dichiarato in un'intervista a Ondarock :"Quando ho cominciato a fare musica, mi piaceva comporre, volevo essere parte del mondo musicale; una volta raggiunto il successo, specialmente in Inghilterra, cominciai a scrivere canzoni non per amore della musica, ma perché volevo che la mia carriera restasse a galla, e la casa discografica contenta. Questo è un motivo sbagliato per scrivere canzoni, ma io l'ho assecondato almeno fino al 1992, quando sono uscito con un disco talmente brutto che non piaceva neppure a me." Numan ha superato la crisi compositiva a metà anni novanta, proseguendo la propria carriera in maniera più che dignitosa con lavori dalla forte impronta industrial / gothic rock ("Sacrifice", "Dark Light", "Exile", "Pure", "Jagged", "Dead son rising").
Inizialmente l'etichetta è restia alla pubblicazione, il lavoro di Numan & Co presenta un sound elettronico ben definito, si scontra, inevitabilmente con le furie oltranziste dell'ondata punk. A rivelarlo è lo stesso Numan: " Il nostro album era fatto interamente di chitarre, e io ho sostituito il loro suono con quello del sintetizzatore. Quando ho presentato alla mia casa discografica un album semi-elettronico, mi hanno detto semplicemente: "No". Tuttavia, non avevano altri soldi: avevano investito tutto quanto avevano su di noi, e quindi dovettero pubblicarmelo lo stesso. Se avessero avuto più soldi, l'album non sarebbe mai stato pubblicato.". Con il senno di poi la casa discografica ci avrebbe perso economicamente ("Are Friends electric" raggiunge la posizione numero uno nella classifica inglese del Giugno 1979) e la storia della musica non avrebbe conosciuto uno dei massimi capolavori del synth pop, un fulmine al ciel sereno nella scena underground inglese. L'album presenta chiari riferimenti al glam rock dei Roxy Music e alla new wave degli Ultravox, ma brilla di luce propria, dimostra la possibilità di unire a sonorità elettroniche atmosfere dark, tipiche di certo post-punk e testi mai banali, ispirati alla narrativa fantascientifica di Philip K. Dick. Nel 1979 i Tubeway Army si sciolgono, Numan non abbandona la musica, decide di continuare la sua carriera da solista, insieme all'amico bassista di lunga data Paul Gardiner. Segue la pubblicazione di "The Pleasure of Principle", prima opera solista di Numan. Il disco conferma lo straordinario stile di Numan, alieno e glaciale, abile nel catturare l'attenzione dell'ascoltatore all'istante con soluzioni compositive mai scontate. Il sintetizzatore Minimoog svolge la funzione da pifferaio magico che incanta e stupisce, ne è conferma il notevole successo di pubblico di canzoni come "Cars" e "Complex", e dell'intero album. La fremesi creativa continua con il lavoro successivo "Telekon"(1980), per poi scemare con "Dance"," I, Assasin", "Warriors" fino al punto di non ritorno, "Machine + soul"(1992), di cui Numan è ben consapevole. Nel 2006 ha dichiarato in un'intervista a Ondarock :"Quando ho cominciato a fare musica, mi piaceva comporre, volevo essere parte del mondo musicale; una volta raggiunto il successo, specialmente in Inghilterra, cominciai a scrivere canzoni non per amore della musica, ma perché volevo che la mia carriera restasse a galla, e la casa discografica contenta. Questo è un motivo sbagliato per scrivere canzoni, ma io l'ho assecondato almeno fino al 1992, quando sono uscito con un disco talmente brutto che non piaceva neppure a me." Numan ha superato la crisi compositiva a metà anni novanta, proseguendo la propria carriera in maniera più che dignitosa con lavori dalla forte impronta industrial / gothic rock ("Sacrifice", "Dark Light", "Exile", "Pure", "Jagged", "Dead son rising").
sabato 18 giugno 2011
The Lucy Show-...Undone
Artista: The Lucy Show
Titolo: ...Undone
Genere:New wave, Post-punk
Anno:1985
Tracklist:
1.Ephimeral (This is no heaven)
2.Resistance
3.Come back to the living
4.The White space
5.Wipe out
6.The Twister
7.Undone
8.Remain
9.Better on the hard side
10.Remembrances
11.Dream Days
Titolo: ...Undone
Genere:New wave, Post-punk
Anno:1985
Tracklist:
1.Ephimeral (This is no heaven)
2.Resistance
3.Come back to the living
4.The White space
5.Wipe out
6.The Twister
7.Undone
8.Remain
9.Better on the hard side
10.Remembrances
11.Dream Days
Non ho mai fatto una statistica e non intendo farla.Ma chissà quanti album vengono pubblicati settimanalmente ogni anno. Non si può ascoltare tutto, è logico che bisogna fare delle scelte, scelte dettate dai propri gusti personali.A volte però capita di perdersi qualcosa indipendentemente dalla nostra volontà. Parlo soprattutto ai più giovani(di cui io stessa faccio parte). Mi riferisco alle rarità in vinile, mai ristampate in cd."...Undone" esordio dei Lucy Show, fino a qualche anno fa era una di queste: pubblicato a suo tempo, nel lontano 1985, non era mai stato ristampato. Per fortuna, con immensa gioia di tutti gli amanti delle sonorità anni ottanta, nel 2009 la Words Music Records ha pensato bene di realizzare un formato cd dell'album. Ed ne è valsa decisamente la pena, riportare alla luce una delle piccole gemme perdute della new wave. I Lucy Show, in attività tra il 1983- 1989, fanno parte della compagine sfortunata della new wave londinese.Gruppi dal buon livello compositivo e in alcuni casi ottimo (The Sound) con una carriera travagliata e sofferta, lontani dai riflettori importanti, in ombra rispetto alla scuola di Liverpool (Echo & the Bunnymen,Teardrop explodes). Continui cambi di etichetta caratterizzano la storia dei Lucy Show, prima licenziati dalla A & M Records e poi scaricati dalla Big Time Records. Qualche sprazzo di successo non manca, seppur effimero, come lo è il passaggio in heavy rotation su Mtv del video " A million things ", singolo estratto dal secondo album "Mania", più fortunato del primo, dal punto di vista delle vendite. Ma il piccolo capolavoro della band è il disco d'esordio "...Undone", a cui accennavo prima.Sebbene non tutti i brani siano completamente riusciti, per colpa di un'inquadratura o una luce sbagliata, in ogni canzone è impossibile non individuare la sottile linea melodica sempre presente, in primo piano o sullo sfondo. Richiami alla dark wave, a volte impliciti ed altre espliciti, come nella "cureiana" The White Space e un'inevitabile strizzata d'occhio al college rock (Remembrances). Direi che la metafora più azzeccata per descrivere un disco "...Undone", è pensare al mondo della fotografia e pittura impressionista, sviluppatosi nella seconda metà dell' ottocento. Una foto o qualsiasi quadro di Monet (il primo pittore impressionista che mi è venuto in mente) raffigurano un paesaggio o un fotogramma di vita, con la prerogativa di trasmettere attraverso mille sfumature, combinazioni infinite tra colori opposti, un punto di vista sul mondo, giusto o sbagliato che sia.Lo stesso, con le giuste proporzioni del caso, fanno i Lucy Show in musica, chitarra, basso, batteria e in qualche caso tastiere, si muovono come pennelli su una tavoletta pittorica per esprimere un sentimento comune a tanti ragazzi, la malinconia dell'inquieto vivere.
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venerdì 8 aprile 2011
Nei giorni silenziosi siamo Nuvole, Le Nuvole non hanno mai Paura.
Album: Scortati
Artista:Garbo
Genere:Pop /New wave
Anno: 1982
Tracklist:
1.Scortati
2.Generazione
3.Moderni
4.Al tuo fianco
5.Vorrei regnare
6.Terre bianche
7.Dance citadine
8. Frontiere-Auf Wiedersehen
Nel 1981 appare all’improvviso nella indefinita confusione della nebbia brianzola Garbo, un fulmine a ciel sereno nel panorama musicale italiano anni ottanta, invaso da ballate sdolcinate, accomunate dall’ormai “secolare” rima “cuore-amore”. Renato Abate, alias Garbo, “philosoph” new waver cosmopolita, tra Berlino e Londra (viaggi testimoniati da video trasmessi in heavy rotation nella trasmissione cult “Mr. Fantasy”) riporta l’atmosfera magica british nel suo pop d’autore, con richiami a Japan, Bryan Ferry, David Bowie( quest’ultimo intervistato dal Garbo fan nel 1983 per l’uscita di “Let’s dance).Si fa conoscere al pubblico con l’album di esordio ” A Berlino…va bene”(1981, Emi) e il tour di supporto al maestro Franco Battiato, ma è solo il primo tempo del film, nel 1982 la pubblicazione di “Scortati” dimostra la maturità acquisita del giovane ragazzo milanese. Continua qui
sabato 1 gennaio 2011
New wave sound
Per incominciare bene l'anno,faccio un viaggetto super-rapido nel suono New wave,ripercorrendo brevemente la carriera dei Joy Division e The Sound.
Joy Division ovvero l'area nei campi di concentramento nazisti riservata alle donne imprigionate trattate come prostitute,ma non solo sono anche una delle più importanti e influenti band inglesi del ventesimo secolo,e non sto esagerando.Il gruppo,composto da Bernard Summer,Stephen Morris,Peter Hook e Ian Curtis, si formò a Salford nella contea di Greater nel 1977.Ian Curtis ,il cantante,esprime come un poeta preromantico settecentesco passionalmete la propria inquietudine e angoscia ,sentimenti propri poi anche della gioventù della provincia inglese:la generazione thatcheriana non ha alcuna voglia di sorridere.
Manifesto della "poetica" dei joy division sono i due album:Unknown pleasures e Closer.
"Unknown pleasures" è stato registrato nell'aprile del 1979 presso gli studi Strawberry Studios di Stockport e prodotto dalla Factory records.La copertina presenta un'immagine presa dalla The Cambridge Encyclopedia of Astronomy ,ed realizzata da Peter Saville e Chris Mathan.
Il disco è un viaggio "onirico " guidata dalla voce baritonale di Curtis,che esordisce speranzoso in "Disorder" con la frase "I've been waiting for a guide to come and take me by the hand" ,si lascia trasportare da desideri, sogni,sprofondando nel vortice dell'oblio.L'Iter è dolcemente alleviato dalle linee di basso di Hook e dalla batteria sempre presente di Morris.
"Closer",registrato a Londra tra il 17 e il 31 Marzo,esce postumo il 18 luglio 1980.L'atmosfera del disco ricorda l'ambientazione del componimento sepolcrale"Elegia scritta in un cimitero di campagna" del poeta settecentesco Thomas Gray ,in copertina è fotografato un paesaggio violentemente malinconico :la tomba della famiglia Appiani al Cimitero monumentale di Staglieno di Genova ,foto scattata da Bernard Pierre Wolff.
Ian Curtis non è più con noi,ma le sue parole sono immortali:LOVE WILL TEAR US APART AGAIN!!!!!!!
Dopo aver parlato dei Joy Division,voglio parlare di un altro gruppo new wave, dimenticato da i più ma vivo nei cuori dei fans:The sound.
I sound, a differenza dei Joy Diviosion non hanno mai raggiunto il successo, le loro canzoni hanno sempre vissuto nell'oscurità e non si sa bene perchè, ma d'altronde questo duro mondo ammette anche le ingiustizie. Il gruppo debutta nel 1980 con "Jeopardy ", che narra magnificamente la desolazione quotidiana, l'inquietudine, l'angoscia giovanile con una sincerità disturbante come nella lentamente dissonante Desire ("In my words...In my eyes...Can't you feel...The desire?"). Nel 1981 esce "From lion's mouth ", le canzoni hanno un tono melodrammatico, le chitarre sono dissonanti e taglienti e il basso è sempre in primo piano. Il successo non arriva, nonostante il talento melodico non resti inosservato: per "All fall down" si fa avanti la Wea. Il contratto con la major non dura molto, i Sound non riescono a sopportare i diktat discografici. "Volevano farci diventare i nuovi Genesis, e sentivamo di avere troppe pressioni attorno. Diventare un gruppo commerciale? Mai!”, spiegherà Michael Dudley. La band preserva la propria autonomia artistica, rifiutando le lusinghe di altre major e optando definitivamente per il mercato indipendente. L'Ep "Shock Of Daylight" (1984) viene così pubblicato per la piccola etichetta Statik.
"Shock Of Daylight" è un mini-album con sei brani, in cui riaffiora lo spirito inquieto delle origini. Nel 1985 viene pubblicato "Heads And Hearts". Il disco presenta un suono raffinato e decadente e contiene la bellissima Total Recall. Nel 1987 esce l'ultimo album dei Sound : "Thunder Up ". L'album racconta la disperata esistenza di uomo che lotta per dare un senso alla sua esistenza e salvare la sua band. Quest'uomo, Adrian borland, non ce la farà e il 26 aprile 1999 si suiciderà sotto un treno alla Wimbledon Station di Londra.
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