martedì 31 maggio 2011

Trent Reznor per la soundtrack di "The girl with the dragon tattoo"

Dopo la colonna sonora per "The Social Network", Trent Reznor sembra averci preso gusto.Continua la collaborazione con David Fincher. Il genio diabolico di Trent curerà la parte musicale del nuovo film del regista in uscita il prossimo dicembre, "The girl with the dragon tattoo", trasposizione cinematografica del bestseller di Larsson Stieg.Trent è al lavoro, ma è già trapelata una traccia della soundtrack.Una cover  in salsa industrial di "Immigrant Song" dei Led Zeppelin, grande classico dell'hard-rock. La versione di Reznor è a dir poco rivoluzionaria, con alla voce Karen O dell'indie-rock band Yeah yeah yeahs.Farà storcere il naso ai puristi intransigenti del rock'n'roll, ma poco importa.


Anteprima:

lunedì 30 maggio 2011

Diamond Head- Lightning to the nations




Artista: Diamond Head
Titolo: Lightning to the nations
Genere: Heavy metal
Anno:1980
Tracklist:
1.Lightining to the nations
2.The Prince
3.Sucking my love
4.Am I evil
5.Sweet and Innocent
6.It’s electric
7.Helpless


Per capire bene l’heavy metal. Una band come i Diamond Head non può essere trascurata. Forse il nome non vi darà niente, dato lo scarso successo commerciale del gruppo. Lontano dalle vette di alto gradimento di pubblico, raggiunte da gruppi coevi come Iron Maiden, Judas Priest, Saxon. Nel loro piccolo i Diamond head sono validi esponenti  della new wave british of metal ( la nuova ondata britannica heavy metal nata negli anni ottanta dalle ceneri dell’hard-rock di Deep Purple, Led Zeppelin).Influenzano i Metallica, i pilastri del metal americano, che nel corso degli anni  gli hanno  reso tributo  rifacendo live brani come Am I evil?, Helpless, The Prince, It’s electric, pubblicati successivamente nell’album di cover Garage inc. Formatisi nel 1976 a Stourbridge (Inghilterra), senza contratto discografico nel 1979 i Diamond Head si auto-producono il disco d’esordio, pubblicato sulla Happy face records, etichetta indipendente. All’ inizio l’album, stampato in non più di mille copie, viene venduto durante i concerti della band con il nome di “White album” per il colore bianco della copertina, autografata dai vari componenti del gruppo, Sean Harris (voce, chitarra), Brian Tatler (chitarra), Colin Kimberley (basso), Duncan Scott (batteria).Successivamente viene ripubblicato dalla Woolfe Records con il titolo di “Lightning to the nations” e in copertina compare l’immagine  più che mai evocativa della terra infuocata. Fuoco e fiamme incendiano i brani dei Diamond Head. E’ facile scottarsi di fronte alla potenza inaudita di  canzoni come Lightning to the Nations e The Prince.Bravura tecnica da far paura ai mostri della chitarra. Assoli mozzafiato e dall’invidiabile fascino. Ma ciò che più conta, al di là delle indubbie capacità tecniche, è la vivida passione che emerge dalla voce vigorosa di Harris, una delle migliori in ambito metal. E magari sarò la solita sentimentale, ma la passione è la scintilla che accende il genio. Con una maggiore pubblicità “Lightning to the nations” poteva essere uno dei dischi heavy-metal più venduti della storia. Il cantato potente e pulito di Harris e la non-comune capacità ritmico creativa di Tatler ne potevano essere le armi vincenti.  E invece no, è una piccola gemma dimenticata. Peccato.





domenica 29 maggio 2011

Don't try this at home

Il 14 Giugno esce sulla Kitsuné il disco d'esordio del trio raw-pop/dance-lo fi inglese Is tropical. La fama della band è avvolta da un velo di mistero.A parte la data uscita, non si sa niente sull'album  di debutto e ancor meno su i componenti della band.Gli Is Tropical durante le perfomance  live nascondono il viso dietro sciarpe, considerate  come segni distintivi.Il trio adora mascherarsi, la maschera conferisce la possibilità ai membri del trio di fare gruppo, come si evince da una delle poche dichiarazioni della band :"Quando ci mascheriamo diventiamo a tutti gli effetti un gruppo, come i Power Rangers!".Addirittura i Power Rangers!Ma i Power Rangers rubavano le sciarpine a Blank Dogs?Mmm, non me lo ricordavo.Che   "cattivoni ", gli Is tropical potevano farsi prestare le maschere degli Slipknot o i trucchi dei Kiss.Non c'era bisogno di fregare i foular a Mike Sniper alias Blank dogs.Senza pietà.Come i bambini protagonisti di"The Greeks", nuovo video della band.I ragazzini  presenti nel video si divertono a fare la guerra nel giardino di casa con pistole, all'apparenza innocue armi giocattolo, ma potenti come bazzuca.Ad ogni colpo mortale sgorga sangue a fiumi.Sangue finto, of course, creato con le avanzate tecniche di animazione al computer.Ma colpisce  l'efferata violenza che si può nascondere nella natura umana e soprattutto nelle mani di un  bambino, che ingenuo gioca a combattere e dimentica l'età più spensierata della propria vita.Don't try this at home!

sabato 28 maggio 2011

Cocteau Twins- Head over Heels



Artista: Cocteau Twins
Titolo: Head over Heels
Genere: Dream-pop
Anno:1983
Tracklist:
1.When Mama was moth
2.Five ten Fiftyfold
3.Sugar Hiccup
4.In our Angelhood
5.Glass candle Grenades
6.In the Gold Dust Rush
7.The Tinderbox ( of  a Heart)
8.Multifoiled
9.My love paramour
10.Musette and Drums

Può capitare di sognare ad occhi aperti. Realtà o fantasia. Quando ascolto “Head over heels”(1983, 4AD), secondo album del duo scozzese Fraser- Guthrie, dubbi amletici di tale fatta attanagliano le mie meningi. Ma capisco in fondo che non c’è molto su cui scervellarsi. E' necessario chiudere gli occhi per rilassarsi e lasciarsi andare alla ricerca dell’inaccessibile noumeno. Con la voce profonda di Elizabeth Fraser è facile fantasticare, perdersi nell’infinito ed oltre. Potete essere anche la persona più banale, meno fantasiosa di questo mondo,  al di là delle aspettative più nere vi abbandonerete alle vibrazioni di melodie immaginifiche. Brevi spiragli di tranquillità. Una piccola fuga quotidiana dalla pesantezza dell’essere per abbracciare la leggerezza del pensiero, nella via lattea dell’immaginazione. Per fluttuare come una nuvola nel cielo stellato. Non potrebbe essere altrimenti. I Cocteau twins concepiscono la musica come sogno. E non lo dico tanto per dire. Fraser & company sono antesignani di un pop onirico. Le solidi radici del dream pop sono tutte qui, in Head over heels e nei dischi successivi della band scozzese. C’è la sensibilità pop eterea della tarda new wave e una non indifferente voglia di sperimentare, tipica dell’attitudine post-punk open-mind. E cosa ben più importante, non manca quella sottile velo di mistero. Difficile prevedere i percorsi delle note svolazzanti nell’aria. Una tensione palpabile. Una continua suspense sottolineata dai battiti ansiolitici della drum machine. Drum machine, che pur nella sua materialità pulsa di emozioni in carne e ossa. Come non era mai accaduto prima. Perfino un corpo ibernato per secoli si scioglierebbe alla calda passione di beat sprigionata da canzoni come In the gold dust rush, The tinderbox of (a heart), solo per citare alcuni esempi. Un capolavoro del pop anni ottanta.

venerdì 27 maggio 2011

C'e vita oltre i Verve

Forth(2008) aveva riaccesso le speranze per i fans dei Verve, storica brit pop band degli anni novanta.Ma a scenari mutati, sembra sempre più chiaro che i Verve non ritorneranno più insieme.Alla luce delle dichiarazioni datate Luglio 2010 del lead-singer Aschroft  non sembrano esserci dubbi:" Non vedo perché dovremmo tornare assieme dopo aver fatto da headliner a Glastonbury, al Coachella, in Giappone e dopo aver fatto un album che è meglio del 99% degli album degli altri gruppi. L'ultima reunion che abbiamo fatto è stata per rassicurare i fan, ma non è che all'interno del gruppo tutto andasse bene. Le personalità sono quello che sono. Cose che capitano". Abbandonati da Aschroft, impegnato prima nella carriera solista e poi nel  progetto "United nations of sound", Nic k McCabe e Simon Jones hanno  deciso di formare una band per conto proprio, i Black Ships, assieme a Mig Schillace (Portishead/Goldfrapp) e Davide Rossi.Si sono messi subito all'opera, hanno realizzato un ep, "Kurofene" , in free download sul sito ufficiale del gruppo e presto si esiberanno live.Data di partenza già prevista per il 2 Giugno al King's College di Londra.


L'entusiasmo è alle stelle.Nick McCabe elettrizzato da questo nuovo progetto ha dichiarato:  

"Di solito si capisce, quando le cose girano giuste. Noi quattro ci eravamo già visti in varie circostanze e, ad ogni incontro, c'era questa sensazione come di 'dobbiamo assolutamente fare di più insieme'. E allora eccoci. La gioia della musica: cosa significa realmente? Vivere e respirare musica. Fare ciò che è necessario per darle vita. E' il compito più arduo, ma la soddisfazione è già enorme. 'Kurofune' è stato generato/registrato presso il piccolo studio di Noah a Copenaghen durante una delle febbrili esplorazioni che compiamo come unità. Altre estensioni e riduzioni hanno avuto luogo a casa mia, nella zona londinese di Walworth, a casa di Davide a Copenaghen e a casa di Si a Chester".
I Black Ships nascono sotto i migliori auspici, chissà se la loro produzione raggiungerà i livelli qualitativi dei primi Verve.

Qui, un anteprima del disco:

giovedì 26 maggio 2011

Flamings Lips, ep su youtube

Lunedì 23 Maggio  Wayne Coyne, leader dei Flaming lips, dal suo twitter ha annunciato l'imminente l'uscita dell'ep in collaborazione con Prefuse 73, produttore elettronico glitch-hop.Coyne ha incuriosito non poco i fans, postando le foto  del vinile rosso sgargiante con venature psichedeliche.Fissare il centro dell'lp è divertente e un po' inquietante, in senso buono naturalmente.Per ora, purtroppo l'ep, stampato in tiratura limitata , è in vendita solo  presso il Guestroom Records di Oklahoma City.


Aspettando di maneggiare il vinile, è possibile ascoltare su youtube le quattro tracce presenti sul disco.
Tracklist:
1.Supermoon made me want to pee
2.Heavy Star Movin'
3.Be Like That That That
4.Guillermo's Bolero


 

mercoledì 25 maggio 2011

Sonic Youth-Sonic youth







Artista: Sonic Youth
Titolo:Sonic Youth
Genere:No Wave, Experimental rock, Noise rock, Post-punk
Anno:1982


Tracklist:
1.The burning spear
2.I dreamed I dream
3.She is not alone
4.I don't want to push it
5.The good and the bad


Sonic Youth, primo mini-Lp della storica alternative rock band newyorkese, fortemente influenzato dalla no wave di Glenn Branca, è un disco sui generis. Di quelli che difficilmente ti capitano tra le mani. E quando succede non sai nemmeno perché. I negozi di musica sono pieni di dischi inutili, artisti che ripropongono per miliardi di volte la stessa melodia, il solito refrain. Ma nell’angolino nascosto della stanza si cela l’album che ti svolta la giornata. Ed è un po’ quello che è successo la prima volta che ho ascoltato “Sonic Youth”. Dannazione è stata ed è un’esperienza surreale ascoltare brani come She is not alone, I don’t want to push it. Emozioni ancestrali. Brividi primordiali. Non l’ennesimo disco noise rock che vuole essere all’avanguardia. Thurston Moore, Kim Gordon, Lee Ranaldo e Richard Edson alle prime armi non si perdono in triste smorfie rumorose, finto-rivoluzionarie, più semplicemente stravolgono il significato di rock. Cos’è il punk? Difficile dirlo dopo aver ascoltato “Sonic Youth”. Attimi di sbandamenti e confusione pervadono la mente di chi ascolta. Come un topolino incantato dal flauto magico l’ascoltatore perde il controllo dei sensi, sotto ipnosi da ritmo tribale, impulso primitivo sublimato da una batteria incessante e martellante come un trapano alle sei del mattino. E le chitarre dove sono finite? Il punk le maltrattava, le distruggeva in mille pezzi. In un certo senso i Sonic Youth continuano questa tradizione destroyed oriented.Un avviso ai feticisti delle sei corde. Per la registrazione  del disco dei Sy nessuna chitarra è stata distrutta materialmente. E proprio il concetto di chitarra rock che viene massacrato senza pietà. Un colpo nel fianco ben assestato. Sonic youth 1- Classic rock’n’roll 0.Do you remember rock’n’roll radio? It’s dead. Chitarre suonate con le bacchette della batteria. Un invito a nozze  nell’inferno del suono. Senza  particolari strumentazioni e effetti sonori i Sy riproducono l’inquietudine post-moderna. E particolare decisamente interessante, lo fanno con chitarre di secondo mano e una batteria simil tamburello.

Recensione pubblicata anche su The Wave Lenght













martedì 24 maggio 2011

The Rapture, nuovo album in arrivo


Il prossimo 5 Settembre verrà pubblicato in Europa "In The Grace of Your Love", nuovo album della dance-punk band newyorkese Rapture.Primo album in studio per i Rapture dall'ultimo "Pieces of the people we love" (2006) . Dopo una breve parentesi su Major,la band è ritornata sulla DFA Records, etichetta indipendente fondata da James Murphy  e Tim Goldsworthy (LCD Soundsystem). Per il lavoro di produzione si è avvalsa di  Phillipe Zdar dei Cassius (già a lavoro con i francesi Phoenix).Sempre in viaggio, la dance-punk band ha registrato il disco tra la suggestiva Parigi e la più familiare Brooklyn. A breve, sono previsti due concerti , il 9 Settembre alla Manchester Accademy e il 10 Settembre allo Xoyo di Londra.

Tracklist:
1.Sail Away
2.Miss You
3.Blue Bird
4.Come Back To Me
5.In the Grace of Your Love
6.Never Gonna Die Agai
7.Roller Coaster
8.Children
9.Can You Find A Way?
10.How Deep Is Your Love?
11.It Takes Time To Be A Man

Nei concerti della scorsa estate il gruppo ha suonato "Sail away", canzone facente parte della tracklisting del disco.

lunedì 23 maggio 2011

Gorilla Biscuits-Start Today


Artista:Gorilla Biscuits
Titolo:Start Today
Genere: Hardcore punk
Anno:1989




Tracklist:
1.New Direction
2.Stand Still
3.Degradation
4.Good Intentions
5.Forgotten
6.Things we say
7.Start Today
8.Two sides
9.First Failure
10.Competition
11.Time Flies
12.Cats and dogs



"Start Today" (1989, Revelation Records) è il primo ed unico album dei Gorilla Biscuits, band hardcore punk della scena newyorkese. E a posteriori è meglio così. Un successore sarebbe stato troppo ingombrante. Dopo una perla di genuinità come Start Today, connubio perfetto tra il ritmo in levare hardcore ed una vena pop. Pop non nel senso di popolare, ma di easy listening, per quanto possa essere orecchiabile un genere cacofonico come il punk. I Gorilla biscuits riescono a conferire alla cieca rabbia punk un piacevole senso di armonia completamente assente in gruppi come Black flag, Verbal Abuse (Start Today, Things we say, Two sides) .Senza essere banali e alterare gli equilibri compositivi. Un esperimento ben riuscito. Anche se a onor di cronaca, non sono stati  di certo i primi. Già qualche annetto prima, nel 1982, nella costa Californiana, i Descendents con  "Milo goes to college", in risposta all'hardcore più crudo, sfornarono un disco punk con un irresistibile appeal melodico.È riduttivo e marginale, limitare le considerazioni critiche su "Start Today" a una fantomatica svolta pop."Start today" è un disco che rivela sorprese continue, dall'inizio alla fine. A partire dall'intro di New Direction, un coro di trombe, ai repentini cambi di tono, da un cantato urlato a una voce parlata. Un disco hardcore anche per i restii al genere. Magari non siete mai riusciti ad ascoltarvi la discografia completa dei Minor threat o il Minor disturbance ep dei Teen idles.Start Today è l'occasione buona per cambiare storia e farlo oggi, del domani  francamente me ne infischio. Volume al massimo e casse ben funzionanti. Buon ascolto. Un ultimo appunto, me ne stavo quasi dimenticando (denota quanto sia ininfluente) . I testi dei Gorilla Biscuits sono caratterizzati da un "mood positive", tipico dell’attitudine Straight edge (stile di vita che esclude l’uso di droghe, alcol e sesso occasionale) .Doveroso è il rispetto per queste idee, anche se non si condividono.Dietro a un ideale(notate bene non ho detto ideologia,certezza assoluta inculcata da partiti e religioni), si nasconde la passione per un valore di principi.Passione dimostrata dai Gorilla Biscuits con il sudore nei locali di mezzo mondo.


domenica 22 maggio 2011

Videoclash: Mi sembra di aver visto gli Spacemen 3


Qualche settimana fa per caso sono capitata , mentre facevo zapping compulsivo da couch potato , sul nuovo video degli Arctic Monkeys, "Don't sit down 'cause I moved your chair".Ho avuto un terribile senso di dejà vu.Una sensazione simile a quando odori un nuovo profumo e senti ancora l'aroma della vecchia boccetta.Quel pomeriggio è successo qualcosa di simile, o almeno penso.Ero così confusa.In preda alla mia memoria balenante.Poi finalmente, un attimo di lucidità, tra i ricordi annebbiati.Capisco l'arcano.Le dannate scimmie artiche hanno fatto un video in pieno stile space rock/shoegaze.Sguardo sfuggente, aria dannata, rosso, verde, giallo, rosa, un tripudio di colori.Mi hanno fregato, ora ho una voglia pazza di Spacemen 3 , Loop, The Telescopes, Spectrum.Guai a chi mi schioda dallo schermo.

Playlist:
Arctic Monkeys-Don't sit down 'cause I moved your chair
Spectrum-How you satisfy me
Spacemen 3-Revolution
The Telescopes-Celeste
Loop-Collision

Arctic Monkeys-Don't sit down 'cause I moved your chair

Spectrum-How you satisfy me

Spacemen 3-Revolution

The Telescopes-Celeste

Loop- Arc- Lite



ps.
A grande richiesta di Face, aggiungo anche i Darkside

sabato 21 maggio 2011

L7- L7



Artista:L7
Titolo:L7
Genere:Grunge
Anno:1988
1.Bite the wax tadpole
2.Cat-O’-Nine Tails
3.Metal Stampede
4.Let’s rock tonight
5.Uncle Bob
6.Snake Handler
7.Runnin' from the law
8.Cool out
9.It's not you
10.I drink
11.Ms. 45

L7(1988, Epitaph records), album di debutto delle L7, è uno sputo in un occhio alla melodia. Questa è la sua forza. Ogni singola parte del disco è disturbante, un picchio di martello in piena notte. Un continuo rumore di sottofondo, come se avessimo lasciato aperta la tv. Ma la lucina rossa "on" è spenta. Il pavimento traballa, un terremoto di chitarre proviene dalla cantina. Un gruppo di ragazze  scalmanate stanno rockeggiando stanotte, Let’s rock tonight!E lo stanno facendo sul serio, non giocano a fare le rockstar. “Rockstar“, parola ormai desueta per delle riot girls come le L7. Qualsiasi paragone con altri gruppi è superfluo. Le L7 sono le L7. Potrei dire che sono i Mudhoney in gonnella. Un’affermazione ridicola che si andrebbe ad aggiungere alla lunga lista delle sparate giornalistiche. Seppure alcune soluzioni sonore si rivelino ripetitive, di fronte all’uragano umano delle L7 passa tutto in secondo piano. Impossibile annoiarsi. Non è un pesce d’aprile. Non vi ritroverete nessun foglietto appiccicato sulla maglietta, solo un leggero mal di testa dovuto al frastuono più atroce. La casa messa a soqquadro, bottiglie di birra sparse sul tappeto, il divano distrutto dalle pedate. Un disastro che vi accompagnerà nel risveglio la mattina seguente, dopo una notte trascorsa a pogare al risonar della confusione più assurda. Perché anche la confusione ha una sua melodia, le L7 lo hanno capito fin da subito. Se nell’album in questione è pressoché assente, nei prossimi sviluppi discografici delle californian riot girls sarà sempre più presente, ma sempre con moderazione e ben commistionata con il furore delle chitarre ruggenti e l’inossidabile rabbia grunge. Un elogio al punk e al metal più grezzo con un tocco graffiante, che difficilmente lascia impassibili sulla sedia. Per capire l’underground anni novanta un ascolto a “L7” è imprescindibile. Magari non vi piacerà, proverete un senso di schifo, di già sentito, ma quel  che è sicuro, non vi lascerà indifferenti come l’ennesimo disco di una hard-rock band qualsiasi.




Recensione pubblicata anche su The Wave Lenght

venerdì 20 maggio 2011

Mother mia, Blondie portaci via


Il prossimo 4 giugno, dopo ben 8 lunghi anni di silenzio, ritorna Blondie con un nuovo album "Panic of Girls".Un'occhiata al video di "Mother", il primo singolo estratto.

Solo una sbirciatina, la visione integrale potrebbe essere un colpo al cuore per tutti i poppettari anni ottanta.Video orribile, canzone pessima.Un nuova uscita per aumentare il conto in banca?Mother mia, Blondie portaci via.Basta sosia e stucchevoli parodie del bel tempo che fu.Per fortuna non si profila all'orizzonte nessun problema di inquinamento sonoro.Il centro anziani è già in azione, gli zombie stanno già arrivando. Pfiuu....
Per i più temerari è sempre possibile  ascoltare su Amazon  le preview dei brani inclusi nella tracklist del disco.E se vi piacciono, dal primo giugno(ma solo in alcune catene), potrete trovare una versione deluxe "Fan pack" con annesse bonus tracks e gadgets vari(spillette, poster, foto e una rivista di 132 pagine).

Mamma mia, here we go again!

C'era una volta...

giovedì 19 maggio 2011

Nuovi suoni all'alba di un nuovo giorno

Una ventata fresca di novità per difenderci dal caldo asfissiante dell'heavy rotation.

Direi di cominciare con i  Beach House.Sabato 14 Maggio, al festival All tomorrow parties a Minehead, curato dagli eclettici Animal Collective nella playlist del concerto dei dream-popers del Maryland è comparsa a sorpresa un canzone inedita, che fan ben sperare per il prossimo album.


Sempre al All tomorrow parties c'è stato spazio per un'altra anteprima:un inedito di Atlas Sound alias Bradford Cox dei Deerhunter.Cherry Incognito.




Solo un mese fa avevo parlato di "Lemons", penultimo album del garage-rocker Ty Segall.Oggi ritorno a parlare del garager un po' pazzoide.E' in uscita, il 21 Giugno per la Drag City un suo nuovo lavoro , dal titolo "Goodbye Bread".Da poco è stata resa nota la cover del disco.Sul teneroso andante, ritrae il soffice musetto di un cane, con il pelo morbido come il peluche preferito, a lungo coccolato.A tratti mi ricorda il video "Da Funk" dei Daft Punk.Vedere per credere.
Per ingannare l'attesa Ty segall ha condiviso con i suo fans, due canzoni:Goodbye Bread e You Make the Sun Fry.La prima è una canzone nota già dall'agosto 2010, quando Ty segall, chitarra e voce lo cantava in un bagno del Cake Shop, locale di New York.La seconda  è completamente inedita, e da qualche giorno gira sul web.

Goodbye bread



You Make the Sun Fry


Tracklist di Goodbye Bread:
1. Goodbye Bread
2 .California Commercial
3 .Comfortable Home (A True Story)
4. You Make the Sun Fry
5. I Can't Feel It
6. My Head Explodes
7. The Floor
8. Where Your Head Goes
9. I Am With You
10 .Fine



Intervista a Ty Segall qui:



Anche i Black Lips, nostra vecchia conoscenza, hanno messo in circolazione una nuova canzone,"New Direction" per essere precisi, dall'album di prossima uscita "Arabia Mountain", di cui avevo parlato qualche post fa.




Dopo il recente greatest hits, il 12 Settembre uscirà il nuovo album in studio dei Ladytron, "Gravity the seducer", anticipato dal brano "White Elephant", già disponibile su soundcloud e presto anche nei migliori e peggiori negozi di dischi.Dalle prime indiscrezioni emergono  particolari interessanti, quali l'aggiunta di un tocco sinfonico-orchestrale alle tipiche sonorità electro-synth della band e un'insolita vena sperimentale.





Per concludere, vi lascio due novità interessanti nel campo dei videoclip musicali:
Forget you all the time dei Cloud Nothings(diretto da John Ryan Manning) e Lindisfarne di James Blake(diretto da Martin de Thurah)


Cloud Nothings-Forget you all the time



James Blake-  Lindisfarne

mercoledì 18 maggio 2011

Per non dimenticare Ian



31 anni fa, il 18 maggio 1980 Ian Curtis, leader dei Joy Division si suicidava, impiccandosi ad una rastrelliera in cucina.Il suicidio per Curtis è stata la via d'uscita, inevitabile.Il muro della depressione troppo difficile da abbattere l'ha investito, togliendocelo per sempre.Passano gli anni,  il vuoto lasciato da Curtis resta incolmabile.La mancanza rende necessaria la sua presenza, non più ormai fisica, ma con le sue parole e musica. Quale migliore modo per ricordarlo, se non quello di rileggere i testi, riascoltare le canzoni, per far rivivere le emozioni ancora una volta.Perchè i sentimenti non moriranno, semmai saranno loro a distruggerci.Love will tears us apart again!

I've been waiting for a guide to come and take me by the hand,
Could these sensations make me feel the pleasures of a normal man?
These sensations barely interest me for another day,
I've got the spirit, lose the feeling, take the shock away.

Existence well what does it matter?
I exist on the best terms I can.
The past is now part of my future,
The present is well out of hand.
The present is well out of hand.

I travelled far and wide throguh many different times,
What did you see there?
I saw the saints with their toys,
What did you see there?
I saw all knowledge destroyed.
I travelled far and wide through many different times.

First Listen: Moby, "Destroyed"


Ieri, 17 maggio, è uscito il nuovo album di Moby "Destroyed", prodotto dallo stesso Moby e mixato da Ken Thomas(M83, Sigur Ros, Queen, David Bowie) negli Abbey Road Studios di Londra.


L'uscita del disco è stata accompagnata da un libro fotografico ad opera di Moby, edito da Damiani, che cattura le varie location sparse per il mondo in cui è capitato negli ultimi mesi il "little idiot".La musica collegata alla fotografia, per osservare sotto un'altra prospettiva la quotidianità, come ha dichiarato lo stesso Moby "“Uno degli scopi delle mie foto è quello di rendere strano il normale e normale l’insolito”.Il titolo dell'album "Destroyed" è stato ispirato, non per caso, da un cartello luminoso presso l'aeroporto La Guardia di New York"Unattended luggage will be destroyed". Una banalità che diventa arte.Un po' come il ready-made dadaista di Duchamp. Per gli indecisi o per chi volesse farsi un'idea pre-acquisto nello stesso giorno di pubblicazione Moby su Soundcloud  ha messo a disposizione in streaming integrale l'album.
Enjoy:
 


Primo singolo estratto da "Destroyed":


martedì 17 maggio 2011

La natura stessa della Regina è contro qualsiasi idea di democrazia



A poche ore dalla storica visita della regina Elisabetta in Irlanda ieri, 16 maggio, Morrissey sventra un attacco contro la monarchia sulla rivista irlandese"Hot Press"  con un articolo dal titolo tempestoso "La natura stessa della Regina è contro qualsiasi idea di democrazia" .Solo qualche settimana fa, in occasione del matrimonio reale, se vi ricordate, aveva criticato aspramente la famiglia reale. Ma allora furono solo carezze. Ieri Morrissey ha affilato gli artigli, additando la regina di anti-democraticità.Varie sono le accuse che Morrisssey muove alla regina: l'appoggio incontrastato negli anni ottanta della leadership Thatcheriana, macchiatasi di episodi di dubbia umanità( la morte di Bobby Sands, attivista nord-irlandese) e il mettere a tacere il dissenso politico contro la monarchia.Un climax di contestazioni, che si conclude con un accostamento implicito della regina madre a dittatori come Gheddafi e Mubarak. Argomentazioni pesanti, che  sicuramente faranno discutere.



Traduzione italiana dell'articolo:
La visita della Regina è parte di una nuova campagna di pubbliche relazioni di Palazzo per cercare di reinventare la figura dei Windsors. Il messaggio dalla Regina sarà lo stesso di sempre: chi siamo, da dove siamo nati, è più importante di quello che otteniamo durante la vita.Va ricordato dal popolo irlandese che negli anni Ottanta la Regina Elisabetta sosteneva Margaret Thatcher, non costringendola alle dimissioni quando permise a chi stava compiendo lo sciopero della fame di morire nella prigione di Maze, il più famoso dei 10 martiri è stato Bobby Sands, che aveva 27 anni. Mentre Sands moriva per non essere definito “criminale” ma “prigioniero politico” dal governo Thatcher, la Regina stava nel suo Palazzo e non diceva nulla. Se la Regina provasse sentimenti umani per la famiglia Sands o per gli altri scioperanti non li espresse comunque.Il pieno significato della monarchia è, come la Regina stessa, un mistero ai più. E’ protetto da eventuali indagini da storie ridicole di banalità e di abiti da sposa e ancora e ancora da romanzi drammatici misti a soap opera. La dichiarazione più rivelatrice è venuta il mese scorso da Christine Jones, comandante della Metropolitan Police (la polizia di Londra, Ndt), quando ha avvertito che chiunque avesse portato cartelli anti-reali “in prossimità delle nozze reali sarebbero trasferiti, in base alla legge sull’ordine pubblico”. Questo significa che qualsiasi dissenso politico in Inghilterra viene messo a tacere per proteggere i reali, che di per sé va contro ogni principio di democrazia.L’esistenza stessa della Regina e della sua famiglia ormai enorme – il tutto supportato dal contribuente britannico, che il contribuente lo voglia o no – è del tutto contro ogni concetto di democrazia, ed è contro la libertà di parola. Per un ampio panorama storico su ciò che è la Regina e su come “governa”, esaminate Gheddafi o Mubarak, e vedete se è possibile individuare alcuna differenza.
Non potrete farlo..
La Regina ha anche il potere di restituire le Sei Contee al popolo irlandese, permettedo all’Irlanda di essere di nuovo una nazione. Il fatto che non lo abbia fatto è fascismo in piena regola. Cos’altro potrebbe essere? Potete fare il nome di un altro paese europeo che è controllato dal suo vicino di casa?
Morrissey

Versione originale:



First Listen: Thurston Moore, 'Demolished Thoughts'


Qualche giorno fa avevo postato il video di "Benediction", primo estratto da "Demolished Thoughts", nuovo album di Thurston Moore in uscita il 24 Maggio.E' in rete un'altra sorpresa per gli estimatori del chitarrista, lead-singer dei Sonic Youth.Da ieri sul sito del Guardian è disponibile lo streaming dell' album in toto.Demolished Thoughts è stato scritto in un periodo di circa due anni, registrato l'autunno e inverno scorso nello studio di Beck a Los Angeles e a Northampton, Mass., dove Moore vive con la moglie Kim Gordon, bassista dei Sonic Youth.Numerose sono le collaborazioni presenti sul disco, la violinista Samara Lubelski che conferisce un' atmosfera estasiata e estasiante a ogni brano, e poi,  l'incantevole arpa di Mary Lattimore in canzoni come "Blood never Lies", "Illuminine", conferisce al contesto un mood  folk smaccatamente autunnale.Senza dimenticare il tocco di chitarra di Bill Nace, Joey Waronker alla batteria(che fans dei R.E.M. ricorderanno come turnista dietro le pelli nei tour di Up e Reveal) e al basso Bram Inscore(musicista della band di Beck).Il risultato è  disarmante, un inedito Moore song-writer, accompagnato, cullato da confortevoli rimembranze di profumi andati persi nel frastuono e finalmente ritrovati nel silenzio.

lunedì 16 maggio 2011

Black flag, film sull'ultimo tour




Il 13 maggio sul twitter ufficiale di Henry Rollins è apparso un cinguettio che farà felice tutti i fans dell'hardcore-punk band americana, sparsi per il mondo :"Nel 1986, David Markey ha girato un documentario sull'ultimo tour dei Black Flag per la promozione di "In my Head".Lo ha pubblicato su vimeo in libera visione..Brutale!".


Davvero una notizia incredibile.Nell'era in cui tutto è a pagamento, anche l'acqua fra poco.E' possibile godersi sul divano di casa un film senza pagare niente e nel pieno rispetto dei diritti d'autore.Vimeo mi impedisce di incorporarlo qui, ma se cliccate su link soprastante, potrete godervi tranquillamente il film in super otto, dalla durata approssimativa di 62 minuti.