sabato 7 dicembre 2013

The Bidons - Back to the roost





Finalmente sono tornati i Bidons! E' uscito da poco - ieri- il loro secondo album "Back to the roost". Di acqua sotto i ponti n'è passata tanta: cambi di line- up, diversi concerti in giro per la penisola e qualche piccola soddisfazione (la data di supporto ai Fuzztones). Con tenacia e voglia di fare - e soprattutto di suonare- i Bidons (ri)tornano alle radici, il garage, il rock'n'roll sporco delle cantine e delle bettole di terza categoria. Quello che ci piace tanto e di cui non potremmo fare a meno. Libero sfogo al flusso inarrestabile del sacro fuoco della passione con dieci tracce tiratissime e grezze, tutte autografe, a differenza dell'esordio. Il rock è divertimento e follia, "Back to the roost" è l'apoteosi di tutto ciò: cinque ragazzi, scalmanati ed esagitati, suonano per divertirsi, lo fanno con classe cialtrona da vendere e senza porsi limiti alcuni. Lunga vita ai  Bidons.


Streaming dell'album qui 

mercoledì 6 novembre 2013

Angry Samoans - Back from Samoa

Recupero di una mia vecchio pezzo (mai pubblicato): 


Nella Los Angeles dei primi anni ottanta inizia l’epoca d’oro della scena hardcore-punk, gli Angry Samoans ne rappresentano il lato più selvaggio. La band nasce, sul finire degli anni settanta, dall’idea di due critici musicali, Mike Saunders e Gregg Turner. Non i soliti critici musicali dalla penna rossa, ma ragazzacci politicamente scorretti, “sporchi e cattivi” e bastardi. Saunders e Turner, accompagnati al basso da Todd Homer  ed alla batteria da Bill Vockeroth, incidono nel 1980 il primo singolo “Inside my brain” (Bad Trip Records), una bomba ad orologeria, pronta a scoppiare da un momento all’altro. Ma il bello ha ancora da venire, gli Angry Samoans tengono in serbo la miccia esplosiva, l’ordigno fatale. “Back from Samoa”, uscito nel 1982 e concepito come EP, è di fatto il primo album degli Angry Samoans, la sorpresa dall’attrazione micidiale tenuta nascosta. Per gli aspiranti gruppi hardcore “Back from Samoa” è un bignamino tascabile “sul come  dovrebbe essere un disco hardcore-punk che si rispetti”, per tutti gli altri è un pugno in un occhio ben assestato, niente di sgradevole sia chiaro, anzi è quasi piacevole farsi trascinare dalla carica devastante e dall’insana follia di Saunders e compagni. I testi delle canzoni, scritti da Saunders e Turner, anticipano il disimpegno dissoluto dei Gang Green (gruppo anti-straight edge della scena di Boston) e giocano con doppi sensi, immagini provocatorie, surreali e stranianti per la borghesia suburbana losangelina (They saved Hitler’s cock, My old man is a fatso, Lights out, Haizman’s brain is calling).  Niente da prendere troppo sul serio, divertimento non-sense allo stato puro. Quattordici canzoni per un totale di diciassette minuti, molti brani non arrivano al minuto, bastano pochi secondi per smuovere le acque e scatenare l’inferno in paradiso.  Una toccata e fuga, una sorta di grande abbuffata punk. L’oggetto del piacere è la violenza sonora, alleviata da un sottostrato melodico. Gli Angry Samoans non ci lasciano a bocca asciutta, ci viziano al suono di ritmi veloci e serrati. Ora, mi vogliate scusare, ma sono in astinenza e devo andare a farmi una scorpacciata di Angry Samoans. Buon appetito, ma mi raccomando, non fate come il mostro di copertina, sono contro il cannibalismo.



giovedì 3 ottobre 2013

Holograms - Forever




"In Svezia sono di nuovo gli anni ottanta. E per gli amanti di sonorità post-punk/synth pop questo sarà un disco da ascoltare e amare." 
Per leggere la mia recensione per Kalporz nella sua interezza qui


sabato 28 settembre 2013

Ty Segall - Sleeper



"La creatività artistica non la puoi controllare, guidare a comando, va e viene. Quella di Ty Segall non se n’è mai andata"
potete leggere per intero la mia recensione su Kalporz qui



martedì 30 luglio 2013

Intervista a Federico Fiumani


Dopo la retrospettiva su "Siberia" ho avuto il piacere di incontrare Federico Fiumani e scambiarci quattro chiacchiere : qui la mia intervista per Roarmagazine.

martedì 23 luglio 2013

Diaframma - Siberia


Quando cerco la speranza nel buio delle disillusioni, "Siberia" non può mancare. La prima volta che l'ascoltai fu la luce che accese il desiderio di rivincita. C'era una volta Firenze, c'era una volta la new wave cantata in italiano.

Qui la mia retrospettiva per Roarmagazine

giovedì 11 luglio 2013

Mikal Cronin - MCII


"Mikal Cronin è un giovane artista – ventisette anni appena – figlio della San Francisco degli anni duemila, la città (post) psichedelica e garage di Ty Segall, Thee Oh Sees, Sic Alps. Ty Segall è il gemello separato alla nascita di Mikal Cronin: dove c’è Ty Segall, c’è anche Mikal Cronin." Continua qui la mia recensione del disco per Kalporz