venerdì 19 agosto 2011

Texas Is The Reason- Do you know who you are ?

Artista : Texas Is The Reason
Titolo : Do you know who you are ?
Genere : Emo, Indie-rock
Anno: 1996
Tracklist:
1.Johnny on the spot
2.The magic bullet theory
3.Nickel Wound
4.There's no way I can talk to myself out of this tonite (The drinking song)
5.Something to forget
6. Do you know who you are?
7.Back and to the left
8.The Day's refrain
9.Jack with one eye

New York, 1994, Norman Arenas (direttore di fanzine, scrittore freelance e ex-chitarrista degli Shelter) e l'amico batterista Chris Daly ( ex-componente dei 108), folgorati sulla via di "Diary" (primo album capolavoro dei Sunny day real estate) decidono di lasciarsi alle spalle l'estetica e il sound hardcore ed i riferimenti religiosi (Hare Krishna) per formare un progetto indie-rock oriented con Scott Winegard (ex-bassista dei Fountainhead) e Garrett Klahn (cantante, chitarrista).Nasce così una delle band di punta della seconda ondata emo : i Texas Is The Reason. 
Il nome è preso in prestito da una frase di "Bullet" dei Misfits, il passato punk non si scorda facilmente. Nel 1995 su Revelation Records esce il primo ep omonimo, composto da tre brani.Solo un breve assaggio e scatta subito  la scintilla della passione, una piccola goccia nelle profonde acque dell' Underground riesce a provocare una violenta marea di emozioni.Rivoluziona la vita di tanti kids, ecco forse la vita proprio no, ma l'adolescenza sicuramente.Il 30 Aprile 1996 è la volta del primo album, sempre su Revelation Records, "Do you know who you are", titolo citazionista, ispirato alle  fatidiche ultime parole di John Lennon.La grande conferma e l'entrata nell'olimpo dell'emocore.Successo di pubblico e critica per un gruppo che ha saputo catturare l'attimo fuggente.Non il primo e nemmeno l'ultimo gruppo  a cimentarsi con piacevoli melodie pop/rock, ne sanno qualcosa l'ondata di band " pseudo-emo-soffro-guardatemi mentre piango", ma , signori e signore, che classe.Incantevole l'alchimia  tra la voce nasale di Klahn sofferente, toccante, la batteria mid-tempo e le chitarre morbidi come il tocco sottile di  un pennello su una tela ad olio. Frammenti di vita immortalati in qualche minuto di musica, gli accorati pensieri, i piccoli segreti di un diario andato perduto ritornano alla mente, ascoltare "Do you know who you are ?" è un po' come ritrovare un vecchio amico e passare il pomeriggio a ricordare i momenti indimenticabili trascorsi insieme. I dissapori e i sorrisi, i dolori e le sorprese inaspettate.Un disco che suona come un invito a riscoprire se stessi e a prendersi un attimo di pausa per assaporare le piccole gioie quotidiane, belle e fugaci come la storia dei Texas is the Reason.Eh sì, l'incantesimo si spezza, sembrava una favola destinata a non finire mai, ed invece dopo lo splendido disco di debutto la magia si interrompe, la tensione crescente tra i vari componenti, nonché i continui "corteggiamenti" da parte di numerose majors discografiche portano allo scioglimento del gruppo nel 1997. Le strade si dividono, Chris Daly forma i Jetzs to Brazil e Norman Arenas e Scott Winegard accompagnano Jonah Matranga(mente del progetto New End Original), Garrett entra nei New Rising Songs.Il seme dei Texas Is Reason si sparge, non rimane che continuare ad apprezzare il bel tempo che fu, godere di piccole perle inestimabili come la strumentale title track "Do you know who you are" o le sferzanti e sempre incalzanti "The Magic bullet theory" , "Something to forget", Johnny on the spot", "The Day's refrain".E al diavolo i gruppi da quattro soldi con un ciuffettino di capelli sugli occhi.


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3 commenti:

De Lille ha detto...

Per come la vedo io i TITR erano troppo criptici e cerebrali per arrivare davvero al cuore.. e la voce alle lunghe suonava un po' inespressiva. Nonostante questo riascoltarli è sempre un piacere. Poi se non si fossero sciolti due delle mie band preferite di sempre non sarebbero esistite : Jets To Brazil e New End Original.. ;)

Overthewall91 ha detto...

Criptici dici? Mmm, boh, io li trovo molto diretti, almeno a me sono arrivati subito, dal primo istante che ho ascoltato Johnny on the spot.Ma forse è solo una mia espressione.

John Wolfsunset ha detto...

Quando la parola emotional aveva un significato... grazie Over :DDD!