martedì 1 novembre 2011

French touch: Air- Moon Safari

Piccola premessa: mi scuso con i lettori per l'eliminazione del post su "Moon safari" (causa violazione di copyright). Per fortuna l'avevo salvato nel mio pc e lo riposto per chi se lo fosse perso.








Artista : Air
Titolo : Moon Safari
Genere :Downtempo, Ambient Pop, French pop
Anno :1998

Nel 1998 due generi musicali  bisastrati come l'elettronica e il pop ritrovano il massimo splendore grazie a due musicisti francesi, Nicolas Godin e Jean-Benoît Dunckel, meglio conosciuti con l'acronimo AIR (Amour, Imagination, Rêve), in ricordo del grande architetto svizzero Le Corbusier, omaggiato con il singolo d'esordio "Modulor Mix" (1995).



La passione del duo per Le Corbusier è presto spiegata, Nicolas Godin è laureato in architettura e profondo ammiratore delle opere urbanistiche di Le Corbusier. La perfezione spaziale incontra poi il razionalismo dei numeri: sulla via di Godin capita, quasi per caso, Jean-Benoît Dunckel, professore di matematica, ex-studente di musica classica al Conservatorio di Parigi e musicista nella band indie-pop Orange nel tempo libero.Il dj Alex Gopher, membro degli Orange, introduce Godin nella line-up del gruppo, poco dopo Gopher abbandona il progetto, Godin e Dunckel continuano e nel 1995 diventano gli AIR.Tra il 1995 e il 1997 escono i primi singoli, "Modulor Mix", "Casanova 70", "Le Soleil est près de moi" e nel 1998 viene pubblicato l'album di debutto "Moon Safari", disco destinato a cambiare il futuro della musica.Le terribili tastierine pop anni ottanta sono solo un brutto ricordo, Godin e Dunckel ritornano al vecchio e caro suono analogico, niente campionamenti, solo l'immenso piacere di suonare e catturare l'armonia dell'attimo.Nel disco coesistono anime diverse, la sinteticità emozionale dei Kraftwerk, l'attitudine classicista negli arrangiamenti, il gusto per le melodie pop, riunite però sotto un minimo comune denominatore l'istantaneità, che non ha niente cui spartire la spontaneità.Le atmosfere sonore percorse dagli AIR sono frutto della ricerca e della sperimentazione, prive di una qualsivoglia superficialità.Godin e Dunckel fotografano l'istante immaginario, il punto ideale del piacere, ne vengono assorti  e catturati dimenticando luogo e tempo come piccoli pesci in un acquario. "Quando sei nel liquido amniotico non hai nessuna consapevolezza del tempo, nè di dove sei.È così quando componiamo in studio" ha affermato lo stesso Dunckel.Gli echi sulfurei di vocoder, le vibrazioni radiose del Moog e Wurlitzer si elevano come nebbia nell'aria, ad sublimare eleganti armonie da mille una notte, un sogno, tra le stelle e la luna, accende il fuoco ardente della scoperta per un mondo nuovo, che ci era sfuggito, anche se era sotto i nostri occhi, come la bellezza della Luna che ogni sera  sorge in cielo.

8 commenti:

Dave ha detto...

An awesome album! A must for anyone who likes MUSIC.

Overthewall91 ha detto...

I agree with you, Dave :).

Blackswan ha detto...

Gli Air sono uno dei miei grandi interrogativi musicali.Non mi piacciono e non so perchè.Ed è una cosa che mi manda in bestia...

Overthewall91 ha detto...

Mmm, strano, non ti piace nemmeno la colonna sonora de "Il giardino delle vergini suicide"?

Marco (Cannibal Kid) ha detto...

forse l'avevo già commentato..
comunque un disco sempre nel mio cuore, insieme alla the virgin suicides soundtrack

Overthewall91 ha detto...

Sì, Cannibal, mi sembra di ricordare il tuo commento. Purtroppo il vecchio è stato eliminato perché avevo messo lo streaming integrale dell'album.

DiamondDog ha detto...

tenderei ad essere d'accordo con black swan, non li ho mai compresi bene. li sento distanti e fighetti, non riesco a non pensarci mentre li ascolto, ricordo un video mi pare cherry blossom girl o una cosa del genere, assolutamente da strozzarli.

Overthewall91 ha detto...

Non so, Diamond Dog, i primi loro tre album mi piacciono molto, poi li ho persi un po' per strada. Forse l'hai già fatto, ma ti consiglio di provare ad ascoltare il loro brano "Playground love".